La menesta sciatizza è un piatto tipico delle zone più interne della provincia di Avellino. Sciatizza sta per
cercata: il nome deriva dal fatto che le erbe utilizzate sono erbe selvatiche, che originariamente si coglievano in campagna con un'attenta attività di ricerca, anche per distinguere le erbe "buone" da quelle velenose.
La ricetta che vi proponiamo è una variante, anzi un arricchimento della menesta sciatizza : pochi sanno che in montagna vi è la cultura dell'uso di un determinato tipo di pesce, quello "a lunga conservazione",
quale il baccalà e, per l'appunto, la sarda affumicata.
La pietanza che vi proponiamo, nell'avellinese si gusta, abbastanza asciutta, come contorno, accompagnata dallo "scatuozzo", un pane locale preparato con farina di mais e segale, e la si trova spesso sulle tavole pasquali.
Il "segreto" della ricetta della Menesta sciatizza ca' saraca ci è stato svelato dal signor Mattia Petruzziello, che con la moglie Rosalia gestisce un simpatico agriturismo a Cesinali, a pochi km. da Avellino, dal nome molto particolare: "La candina del nonno" (avete letto bene, "candina" con la "d"!).
Per 4 – 5 persone:
2 kg di "sciatizza" (borragine, cardillo, cime di rapa tenere, rapestone, cicoria selvatica…)
strutto
1 "saraca" (sarda) affumicata grande
1 spicchio d'aglio
peperoncino
Lavate e cuocete separatamente i diversi tipi di verdure, che hanno tempi di cottura diversi e devono mantenere una certa corposità.
Scolate e strizzate per bene. Preparate poi in una padella un soffritto con lo strutto, il peperoncino, l'aglio, la "saraca" deliscata e tagliata a pezzetti. Quando la sarda si è abbastanza consumata, aggiungete le verdure e mantecate il tutto sul fuoco.