La Madonna del Carmine
Il culto per la
Madonna del Carmine tra i napoletani è probabilmente secondo solo a quello per San Gennaro; nei secoli passati, secondo taluni, la
Madonna del Carmine avrebbe assunto, in determinati momenti, "un'importanza" anche maggiore rispetto a quella del Santo Protettore.
Si tratta di un culto antico, legato soprattutto alla fede con la quale tanti malati hanno confidato nella Madonna per una guarigione miracolosa e legato, ancora, ai lunghi e popolari festeggiamenti annuali che vedevano e tuttora vedono, sia pur in misura minore, il coinvolgimento di decine di migliaia di napoletani.
Parliamo del culto della
Madonna del Carmine con il sig.Franco, un nostro amico che da sempre lavora nella Basilica intitolata alla Madonna; anche il suo papà, prima di lui, vi ha lavorato per decenni.
Franco è un po' quindi la memoria storica della Basilica.
Quicampania: Il culto della
Madonna del Carmine è molto antico; a che epoca risale? E perchè la
Madonna del Carmine è anche conosciuta come la
Madonna Bruna?
Sig. Franco: Nel tredicesimo secolo alcuni religiosi che vivevano in Palestina, in prossimità del Monte Carmelo, furono costretti a scappare per sfuggire ai Saraceni. Scapparono via mare portando con loro l'Icona di una Madonna con il Bambino. La Madonna si presentava di colore scuro, peraltro come una tipica donna mediorientale, da cui il nome di
Madonna Bruna.
Approdarono sulle spiagge nei pressi di Napoli, dove furono accolti con calore e simpatia. La Icona della Bruna fu collocata in una Chiesa che era intitolata a San Nicola.
Da notare, quindi, anche l'origine del nome del Carmine: discende dal nome del Monte (il Carmelo), da dove partirono i profughi.
Quicampania: Il culto della
Madonna del Carmine è fortemente legato al mondo dei malati. Come mai? E perché il mercoledì è considerato il giorno della
Madonna del Carmine?
Sig. Franco: Il tutto risale al 1500. A Roma si stavano tenendo le manifestazioni per l'Anno Santo. A Napoli i frati devoti della
Madonna del Carmine, la cui Icona era collocata nella Chiesa che allora era intitolata alla Madonna Assunta, decisero di portare in pellegrinaggio l'Icona a Roma. Durante il viaggio avvennero dei fatti miracolosi, fatti che resero la carovana dei pellegrini sempre più numerosa.
Giunti a Roma, l'Icona della Bruna fu esposta a San Pietro e divenne oggetto di un'imprevedibile venerazione. Il Papa, quasi timoroso per l'offuscamento che San Pietro stava avendo, chiese ai frati di tornare a Napoli riportando con loro l'Icona.
Il re di Napoli, al ritorno dei frati, volle organizzare in onore della
Madonna del Carmine una grande celebrazione sacra nella Chiesa; fece condurre all'interno della Basilica decine di malati sulle loro lettighe e invitò anche un certo numero di notai per constatare l'eventuale verificarsi di fatti miracolosi.
Ebbene, un raggio di sole colpì prima l'Icona della Bruna e poi i malati: questi guarirono improvvisamente! Era il 24 giugno del 1500 ed era un mercoledì.
Da allora la
Madonna del Carmine è diventata la Madonna alla quale soprattutto i malati (da ricordare il fenomeno degli
ex voto!) si rivolgono nelle loro preghiere ed il mercoledì è diventato il giorno dedicato alla Madonna.
In particolare, attualmente, il primo mercoledì del mese è dedicato ai malati ed a un'importante celebrazione in onore della Madonna.
Quicampania: I festeggiamenti della
Madonna del Carmine sono famosissimi e, negli anni passati, richiamavano addirittura migliaia di nostri emigrati dall'estero. Ci può illustrare in che consistono questi festeggiamenti?
Sig. Franco: I festeggiamenti iniziano l'ultima domenica di maggio con un'imponente processione; sino agli anni '80 in testa alla processione vi era un carro con la Statua della Madonna seguito da migliaia di fedeli; dagli anni '80 in poi, al posto della Statua abbiamo una copia dell'Icona della Bruna. Immediatamente dopo la processione, i festeggiamenti continuano con i fuochi di artificio.
Successivamente, sino alla data del 16 Luglio, si susseguono una serie di manifestazioni popolari e di celebrazioni religiose.
Ad esempio, ogni mercoledì è presente alla Messa solenne, a rotazione, uno dei Vescovi della Campania.
Abbiamo poi il cosidetto incendio del Campanile; questa manifestazione popolare, sino agli anni '80 circa, avveniva nella giornata del 14 luglio. Successivamente è stata spostata al 15 luglio.
La data del 14 luglio non deve trarre in inganno: non vi è alcun legame con la Rivoluzione Francese e la presa della Bastiglia!
In realtà la manifestazione una volta consisteva nell'assalto portato avanti da una squadra di giovani a un castello di legno difeso da una seconda squadra: era prevista la capitolazione di quest'ultima con la conquista della torre. Sembrerebbe che durante una di queste manifestazioni, un barilotto di polvere pirica, forse donato da un re Borbone, abbia preso fuoco nel Campanile ispirando quella che poi sarebbe divenuta la sceneggiatura definitiva, con l'incendio del Campanile.
Il 16 luglio, il giorno ufficialmente dedicato alla Madonna del Carmine, poi, abbiamo un'ulteriore "uscita" della Icona della Bruna (sempre in copia), con una piccola processione sino ad un altare collocato nella Piazza del Carmine dove viene celebrata la Messa.
Durante tutto questo lungo periodo, che ricordo va dall'ultima domenica di Maggio al 16 Luglio, nei decenni passati si susseguivano alcune feste popolari; in particolare, ogni sera, in Piazza Mercato vi erano delle manifestazioni canore con la partecipazione dei più importanti cantanti napoletani. Possiamo affermare che all'epoca l'importanza di questi festeggiamenti era circa pari a quelli della Festa di Piedigrotta.
Quicampania: Ricorda, infine, qualche aneddoto particolare?
Sig. Franco: Ne ricordo tantissimi. Posso raccontarne, in particolare, uno perchè ne ho esperienza quasi diretta, in quanto chi era presente ai fatti me li ha raccontati: vi posso raccontare di come i nazisti non siano riusciti a portare in Germania le spoglie mortali di Corradino di Svevia, conservate nella nostra Chiesa.
Durante l'occupazione nazista, alcuni soldati tedeschi ebbero l'incarico di portare via dalla Chiesa i resti di Corradino; arrivarono alla statua del re presente sul lato sinistro della Basilica, la spostarono e cominciarono a scavare sotto alla ricerca dei resti. Non trovarono nulla. I resti erano nel piedistallo della statua!